- Lunghezza
- 15.41 km
- Tempo
- 2 ore 50 minuti
- Quota massima
- 875 m
- Dislivello salita
- 558 m
- Dislivello discesa
- 558 m
- Difficoltà
- Molto difficile (per esperti)
- Indice itinerario
- Sì
Informazioni
Punto di partenza
Frazione Borca
Via Repubblica
Borca
28887 Omegna VB
Italia
Punto di arrivo
Frazione Borca
Via Repubblica
Borca
28887 Omegna VB
Italia
Come arrivare
La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Omegna in via Vaemenia, sulla linea Novara-Domodossola.
Con l’autobus (VCO Trasporti) è possibile raggiungere la linea ferroviaria internazionale Milano-Domodossola-Briga (CH), MA i mezzi anche prestano attualmente servizio non sono attrezzati per ospitare le biciclette (NB Si può sopperire con la prenotazione dei mezzi in loco).
C’è anche la possibilità di fruire di due servizi di navigazione: sul lago d’Orta e sul lago Maggiore. Il primo semplicemente per uno spostamento da una sponda all’altra del lago con la sola bici; il secondo attraversando dalla sponda lombarda a quella piemontese in auto (o sola bici) con il traghetto.
Descrizione
L’itinerario Est Cusio si sviluppa sulla sponda orientale del lago d’Orta, lungo le pendici cusiane del Mottarone.
Si parte dalla Stazione Ferroviaria di Omegna che gode di un ampio parcheggio per auto. Superato il sottopasso ferroviario si svolta a destra su Via Repubblica sino a giungere all’incrocio tra Via per Armeno e l’abitato di Borca. Si attraversa la strada e, tenendo la destra, si arriva difronte alla chiesa di San Gottardo, patrono della frazione. Qui finisce l’asfalto e inizia il sentiero ciclopedonale che, attraversando una serie di piccoli guadi con continui su e giù, porta a Crabbia nel Comune di Pettenasco in provincia di Novara, da cui si prosegue verso Agrano, ritornando di nuovo nel Comune di Omegna. Appena giunti nell’abitato si svolta a sinistra e si prosegue ancora per un breve tratto su asfalto, seguito da una strada interpoderale con fondo vario (ciottolato e sterrato) e da un ampio sentiero tra i boschi. Questo primo tratto all’uscita dell’abitato risulta abbastanza impegnativo, con pendenze che fanno un po’ sudare. Un tratto in piano consente in ogni caso di riprendere fiato e, soprattutto in inverno con gli alberi spogli, godere di ampi scorci panoramici sul lago d’Orta.
Nell’avvicinamento all’abitato di Agrano c’è una sola piccola difficoltà tecnica da segnalare: un breve tratto di sentiero quasi sempre bagnato che culmina a ridosso di un vecchio castagno e successiva discesa tra rocce sporgenti. In questi casi vale sempre il buon senso: meglio non rischiare e procedere a piedi.
Il sentiero finisce ai piedi del Monte Barro, un promontorio che presenta una serie di vie (strade sterrate e sentieri) che portano alla sua sommità e al suggestivo belvedere sull’isola di San Giulio e sulle montagne circostanti. Il nostro percorso però prevede di proseguire diritti, attraversare la SP 229, entrare nel piccolo borgo di Agrano (con tanto di circolo, negozio di alimentari e un antico lavatoio dall’ottima acqua per rinfrescarsi o riempire la borraccia) e prendere in direzione Nord-Est per l’Alpe Selviana.
L’uscita del paese è sempre su asfalto, ma con pendenze a due cifre; in particolare nel primo tratto che porta alla fonte del Purò (dall’ottima acqua sorgiva) con punte che superano il 20%.
La salita prosegue lasciando sulla sinistra una suggestiva cappella votiva dedicata alla Madre di Cristo e l’ingresso alla Cooperativa il Glicine, dove è consigliato soffermarsi per gustare gli ottimi prodotti gastronomici locali: dal latte al formaggio, dai mirtilli ai lamponi, dai succhi alle marmellate.
Prima di giungere alla meta dei Tre Alberi, da dove la storia pedalatoria si farà tecnicamente davvero più dura, c’è ancora un po’ da soffrire: prima in salita, benché su asfalto, e poi lungo una strada sterrata che alterna tratti compatti e scorrevoli ad altri con fondo smosso e sassoso.
La località Tre Alberi è un vero e proprio crocevia di questo versante cusiano del Mottarone; qui convergono alcuni percorsi provenienti dalla vetta, per poi diramarsi verso vari alpeggi e altre mete. Frecce e cartelli indicatori facilitano l’orientamento. Nel nostro caso non ci si può sbagliare: c’è tanto di freccia che guarda all’insù e si trova alla nostra sinistra quando si arriva sul posto. Qui giunti, si consiglia una piccola sosta prima di affrontare l’ultima vera fatica di giornata: una rampa lunga una cinquantina di metri dalla pendenza quasi proibitiva con la muscolare (salvo essere dei veri atleti).
Una volta arrivati al culmine della prima delle tre dorsali che caratterizzano questa zona (tranquilli! le altre due le lasciamo per un’altra volta), inizia la discesa di livello OC (per provetti biker) su Agrano e Omegna.
È un single track molto lungo e impegnativo che richiede un’ottima capacità di guida e non ammette distrazioni. Ci sono alcuni tratti in cui si va via spediti e sono quelli più godibili. Ma ci sono anche tre o quattro passaggi tecnici che mettono a dura prova qualsiasi biker.
Nel tratto Tre Alberi-Agrano la parte più difficile è prima e dopo le “roccette” (dove una piccola targa ricorda il promotore di questa impegnativa via): prima, appena dopo il pianoro dell’Alpe Meazza, con un tornante secco in discesa, facilitato da una parabolica artificiale in legno e rete metallica che non fa perdere aderenza; dopo, alle “Roccette del Mauri”, con passaggi su roccia da prendere letteralmente con le pinze. Per chi ancora ha la lucidità di capire dove si trova e cosa lo aspetta, si fa presente che dalle roccette si gode una splendida vista panoramica su Agrano, Omegna, lago d’Orta, Valle Strona, Quarne e Monte Massone.
Superati i due punti critici, il nostro sentiero esce dal bosco e giunge a un bivio in prossimità di un podere recintato e di una piccola torre; qui si prende a sinistra e si raggiunge una pista forestale che conduce in paese. Attenzione all’ultimo tratto: sembra più un letto di un torrente in secca che una strada. Prestando un po’ di attenzione si sbuca poco sopra via Burini e l’omonimo parcheggio.
Sempre seguendo la freccia indicatrice si prende a destra per un nuovo tratto di sterrato, quasi tutto pianeggiante, che termina con una repentina, breve e assai ripida salitella.
Giusto il tempo di rifiatare e inizia la famosa “Black line”, la cui difficoltà, già di per sé alta, è spesso aggravata dalle condizioni del terreno: se ha piovuto qualche giorno prima, prepararsi a guidare il mezzo come se si fosse su una saponetta.
Prima di giungere all’uscita del bosco c’è ancora un guado da superare con due alternative: una per pochi provetti, l’altra decisamente più abbordabile. Sembra quasi fatta, ma non lo è. La parte finale presenta un paio di curve secche a 90° – altamente adrenaliniche per la pendenza (da rovesciamento) e lo stato del fondo (prima roccia e poi terra spesso fangosa) che le caratterizzano –, degli sbalzi di un certo rilievo, una curva secca e ripida attorno a un vecchio castagno e poi… è fatta! Poche decine di metri e si giunge in prossimità delle transenne che mettono in sicurezza da chi solitamente transita da quelle parti (imbocco in discesa da Via per Armeno su Via Repubblica) a velocità sostenuta.
Ormai è davvero fatta: solo un chilometro e poco più ci separa dalla Stazione Ferroviaria… tutto in piano, senza altri ostacoli e, piacevolmente, su asfalto.
Note: L’itinerario è segnalato con frecce rosse che riportano il codice 2 che identificano la Est Cusio MTB.
Periodo consigliato
Accessibile ai disabili
Dettagli
Profilo altimetrico
Dati tecnici
- Codice
- ECU
- Classificazione
- Locale o di prossimità
- Esposizione
- Sud-Est
- ATL di riferimento
- ATL Distretto Turistico dei Laghi
- Nazione
- Italia
- Regione
- Piemonte
- Provincia
- Verbania
- Interesse devozionale
- Sì
“La Morta di Agrano” è una figura leggendaria legata a un episodio di devozione popolare.
Si tratta di una donna mummificata trovata nel 1792 nell'ossario del cimitero di Agrano, che è diventata oggetto di venerazione da parte degli abitanti della zona.
Secondo la leggenda, durante una tempesta in mare, un ragazzo di Agrano vide il volto della Morta che gli sussurrava che non era ancora giunto il suo momento.
La donna morì probabilmente a causa di un’infezione, e il suo corpo è rimasto sorprendentemente integro nel tempo ed è tutt’oggi oggetto di culto presso l’apposita cappella di fianco alla chiesa parrocchiale dedicata a San Maiolo.
- Interesse storico
- Sì
Omegna: è la città natale di Gianni Rodari, lo scrittore per ragazzi tradotto in oltre 50 lingue nel mondo.
Per molti anni è stata la capitale del casalingo con marchi famosi quali Alessi, Bialetti, Lagostina e Girmi.
Qui oggi trova sede una moderna pinacoteca dedicata a Guido Boggiani, etnologo di fama mondiale.
Per saperne di più su Omegna e dintorni, visita il sito web Cusio25
- Ultima data di aggiornamento
- 05/08/2025
Tappe
Tappe attività
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0Est Cusio MTBLunghezza15.41 kmTempo2 ore 50 minutiDifficoltàMolto difficile (per esperti)
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1Est Cusio MTBLunghezza17.00 kmTempo2 ore 40 minutiDifficoltà
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10Est Cusio MTB: tappa 1Lunghezza15.41 kmTempo2 ore 50 minutiDifficoltàMolto difficile (per esperti)
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1AEst Cusio MTB: tappa 1 variante ALunghezza1.60 kmTempo10 minutiDifficoltàMolto facile